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TURCHIA ED UNIONE EUROPEA: DIFFIDENZE DI UN RAPPORTO SECOLARE (parte 6di9)

Pubblicato da gaberfaber su giugno 5, 2010

ENERGIA: GASDOTTI E RETI TRANSEUROPEE PER UN DIVERSO APPROVIGGIONAMENTO ENERGETICO

Unione Europea ed energia, un binomio che corre  lungo chilometri di gasdotti ed oleodotti, una  relazione nella quale la Turchia occupa un ruolo di  primo piano grazie alla sua posizione geografica che  le affida il compito di cerniera tra Europa e Medio  Oriente, ovvero tra chi ha necessità di importare  energia e chi di fonti energetiche ne possiede in  abbondanza.

Per dare una rapida idea delle strategie di  approvvigionamento del vecchio continente, le  strade del petrolio hanno come nodi principali gli  stretti di Gibilterra, di Suez, del Bosforo e dei  Dardanelli, mentre via terra è la Russia la maggiore  fornitrice di oro nero. Il petrolio e i suoi derivati sono  ad oggi considerati come le principali fonti d’energia esistente, ma a loro sono legate problematiche che da qualche mese a questa parte stanno accrescendo il loro peso nell’opinione pubblica. Si tratta dell’inquinamento atmosferico, dell’immissione nell’atmosfera di anidride carbonica, che negli ultimi mesi ha riempito l’agenda dei capi di stati delle nazioni più industrializzate al mondo con i vertici G8 e G20 di Pittsburgh e Copenaghen. Senza contare poi che il cruccio più grande per le grandi multinazionali che lavorano il greggio in estrazione, esportazione e raffinazione non è tanto il potenziale inquinamento provocato dalla sua combustione, quanto piuttosto la sua, calcolata, breve vita rimasta. È molto probabile che questo sia l’ultimo secolo di vita per l’oro nero, che necessita tempi di formazione molto lunghi all’interno della crosta terrestre. Se i giacimenti sotterranei sono in esaurimento, passerà ancora qualche decennio prima che le riserve petrolifere delle varie nazioni si svuotino. Ma nel frattempo è logico che altre forme di energia crescano di peso nei rapporti tra stati. La vicenda delicata del gas scoppiata nel novembre 2008 tra Russia, Ucraina e Ue ne è un esempio lampante: una fonte d’energia, il gas, un proprietario, la Russia, un destinatario, L’Ue e un paese minore che  voleva rivendicare il suo diritto d’entrare nelle trattative tra le due super potenze.

Le rotte attuali del gas pongono la Russia al vertice delle esportazioni  verso l’unione Europea. Nuovi progetti però stanno spostando il  bacino di approvvigionamento verso i paesi del Caucaso che si  affacciano sul Mar Nero e che confinano proprio con la Turchia.  Attualmente è in costruzione il grande gasdotto “Nabucco” che  fungerà da grande arteria di GNL, Gas Naturale Liquido, tra la  cittadina turca di Erzurum e Vienna. La data prevista per  l’ultimazione dei lavori è il 2016, quando si inaugurerà il tratto tra  Ankara e la cittadina situata al confine orientale, a circa 200  chilometri dall’Armenia, dalla Georgia e dall’Iran. Ad Erzurum  convergeranno vari gasdotti provenienti dalle montagne caucasiche e  dal medio oriente e da dove poi verrà spinto verso il cuore dell’Europa, precisamente nella cittadina austriaca di Baumgarten, nei pressi di Vienna. Lì verrà smistato verso l’Italia settentrionale, la Francia meridionale e la penisola iberica con un prima linea, verso la Germania, la Francia settentrionale ed il Benelux con una seconda , mentre una terza permetterà l’approvvigionamento ai Paesi dell’est Europa e del Nord. In effetti il piano energetico europeo prevede il potenziamento della capacità della rete del gas in Germania, Danimarca e Svezia e le loro interconnessioni, così come tra Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Germania e Austria.

La Turchia, quindi, ricopre un importante ruolo strategico nel piano di sviluppo energetico dell’Ue. Il Nabucco, infatti, non sarà la sola linea del gas che la coinvolgerà direttamente. Esiste già infatti un’altra linea di collegamento turco-europea, tra Ankara e Roma passando per Atene. Tra petrolio e gas naturale liquido, è rilevante ricordare che la cara e vecchia corrente elettrica non è certamente passata di moda, né tanto meno è esclusa da progetti energetici e relazioni tra nazioni. Un esempio è il circuito elettrico del Mediterraneo che nei piani Ue ne è previsto un potenziamento e che, guarda caso, impone un stretta interconnessione tra Turchia ed Europa, in modo particolare con i paesi mediterranei.  Insomma, è chiaro che l’Europa ricopra il ruolo di grande importatore di energia, ma appare altrettanto chiaro che per Bruxelles sia fondamentale per le strategie di approvvigionamento aprire e consolidare forti relazioni con il medio oriente. La Turchia, trovandosi a metà strada tra la politica democratica dell’Ue ed il forte potere centrale di Amadineijad nel vicino Iran deve necessariamente ricoprire l’incarico di mediatore tra i due mondi e dimostrare, ancor prima di entrare nell’Unione Europea, di saper accordare due voci che, fino ad oggi, non hanno mostrato alcuna intenzione di sedersi attorno ad uno stesso tavolo politico.

GABRIELE ALUIGI

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