TURCHIA ED UNIONE EUROPEA: DIFFIDENZE DI UN RAPPORTO SECOLARE (parte 2di9)
Pubblicato da gaberfaber su giugno 5, 2010
TURCHIA E UNIONE EUROPEA: TRA OCCIDENTE ED ORIENTE
La Turchia entrerà mai nell’Unione Europea? La questione non è nuova, il problema delle relazioni europee con la penisola del Mediterraneo orientale persiste già da vario tempo. Era il 6 ottobre 2004 quando la Commissione europea diede parere positivo ad una futura aggiunta di Ankara alle attuali 27 capitali europee, raccomandando al Consiglio Europeo di iniziare i negoziati. Guidata dal primo ministro Recep Tayyip Erdoğan, che firmò a Roma la Costituzione Europea nell’ottobre del 2004 bocciata poi da Francia e Olanda, la Turchia sta affrontando un lungo e tortuoso cammino che la dovrebbe condurre a Bruxelles, non prima però del 2015.
Tra pareri favorevoli e contrari, è necessario comunque individuare e comprendere tutte le problematiche che si sovrappongono nel dibattito che coinvolge i vertici dell’Ue e l’opinione pubblica, analizzandone aspetti economici, così come quelli culturali, geografici, storici e politici.
UN TERRITORIO EURO- ASIATICO
Il territorio turco, grande due volte e mezzo l’Italia, si adagia sul continente euro-asiatico, quasi come un istmo che dall’Asia si rivolge verso l’Europa. Per tradizione, si usa suddividere la nazione in due regioni geografiche: Anatolia, rivolta verso l’Asia, e la Tracia, rivolta verso l’Europa. La particolare condizione geografica della Turchia ha avuto nel corso dei secoli un’influenza determinante sulla storia del suo popolo. Il suo territorio, sviluppato infatti in senso longitudinale, la pone a stretto contatto con l’Europa, ad ovest, dove confina con Grecia e Bulgaria e viene bagnata dal mar Mediterraneo con la città di Istanbul a presidiare lo stretto del Bosforo, mentre ad est e sud est la pone a stretto contatto con gli stati del medio oriente: Siria, Iraq, Iran, Armenia e Georgia. La Turchia è di fatto una cerniera tra il vecchio continente ed il mondo arabo, anche se fin dal passato il suo sguardo è sempre stato rivolto verso la Grecia ed i Balcani. Il vecchio Impero Ottomano è giunto fino ad affacciarsi sul mar Adriatico, come un antipatico dirimpettaio alla Repubblica di Venezia, come un sacro nemico dello Stato della Chiesa. Epocali sono state le battaglie che hanno visto fronteggiarsi nei nostri mari i due nemici per antonomasia, opposti non solo per desideri bellici, espansionistici o economici, ma anche da cultura e religione. Le decisioni politiche generate dalla Prima Guerra Mondiale e dal principio di nazionalità wilsoniano furono le prime grandi forze ridimensionatrici dell’espansione turca. Il vecchio Impero fu costretto alla disfatta, spinto anche dalle correnti rinnovatrici che si stavano sviluppando all’interno della penisola di Tracia ed Anatolia, guidate dal militare Ataturk.
Ad oggi la Turchia è una Repubblica presidenziale, ma benché non abbia mire espansionistiche, è ancora molto influenzata dalla posizione del suo territorio che le garantisce un ruolo di primaria importanza nell’economia mondiale, ponendola come tappa obbligata tra i pozzi arabi e i consumatori europei, come valida alternativa all’instabile controllo russo sulla zona caucasica.