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Acronimo GABRIELE

Novembre 6, 2009

Grande           

Assuefatore di

Barcollanti

Ramificazioni

Intellettuali

Etimologicamente

Labili dall’

Encefalogramma piatto.

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ANARCHIA DI MERCATO

Novembre 2, 2009

Ottobre 2009, crisi in allontanamento e mercato in infermeria. Un anno fa, l’aria che si respirava era pesante, le banche chiedevano ossigeno per non seguire l’esempio della Lehman Brothers e i governi dispensavano cure antobiotiche con pesanti iniezioni di liquidità nelle loro economie. I centri di statistica non prevedevano rose fiori per il biennio successivo, parlando di un Pil in crescita zero per quest’anno e di mezzo punto percentuale nel 2010.

Ad oggi, un anno dopo le bufere d’inizio autunno 2008, gli uomini di governo sembrano esprimere una vena d’ottimismo, precisando che comunque servirà qualche anno per tornare ai vecchi ritmi di crescita.

Gli economisti, intanto, continuano a chiedere un cambiamento del mercato finanziario attraverso una sua nuova regolamentazione. Cosa significa questo?

Dalla grande Depressione del ’29, il crack registrato in questi ultimi mesi è considerato come la maggior crisi degli ultimi 70 anni. Nel corso di questi decenni, soprattutto a partire dagli anni ’80 con la gestione Reagan negli Usa e Tatcher in Inghilterra, l’economia è stata dominata dal sistema della deregulation che ha favorito l’incremento del debito e della speculazione sui titoli. In pratica, negli Stati Uniti i nuclei famigliari spendevano tutto ciò che guadagnavano, attraverso le carte di credito e i mutui, con la matematica conseguenza d’incentivare l’indebitamento con le banche. Tutto ciò è stato reso possibile dalle banche stesse che appoggiavano questo sistema, basandosi su un concetto banale: il cliente apre un mutuo quando il valore dell’immobile è in netta ascesa; questo permette al cliente di ritrattare il mutuo con la banca, la quale accetta ben volentieri, dato il valore del bene in aumento, rendendo disponibile per il lavoratore una certa somma di liquidi che poi utilizzerà per finanziare la carta di credito. Nel frattempo, dal canto suo, la banca si tutelava attraverso il sistema delle cartolarizzazioni: il mutuo viene trasformato in titoli e obbligazioni, i cosiddetti ABS o CDO o CLO, e spalmato su milioni di acquirenti. Questo debito poi non sarebbe stato conteggiato nel bilancio delle banche.

Questo gioco si è protratto per parecchi anni, rendendo sempre più incontrollabili i titoli immessi sul mercato finanziario.

Tra il 2003 e il 2005, però, l’aumento dell’inflazione ha costretto i governi, e nel caso americano la Fed, ad aumentare il costo del denaro. Immediatamente i mutui sono divenuti più cari e, a partire dal 2007, molti non erano più in grado di onorarli. Si trattava, per la maggior parte dei casi, di mutui subprime, ovvero quelli concessi a chi non aveva le garanzie per poterli rispettare nel corso del tempo. La minaccia dell’esplosione di una bolla cominciava a farsi sentire, soprattutto quando si è scoperto che molti titoli ABS erano privi di valore. La BNP Paribas è stata la prima banca a dichiarare che tre dei suoi fondi erano privi di fondamento valoriale. Gli stati hanno così immesso liquidità sul mercato ma il crack orami era inevitabile.

Se qualche anno fa si pensava che il mercato fosse in grado di auto-governarsi, oggi, con il senno del poi, gli esperti sembrano tornare sui loro passi riconoscendo che l’anarchia del mercato finanziario contiene in sé il seme della speculazione. Porre dei limiti sembra una soluzione reale, come dice lo stesso premio Nobel Amartya Sen: “Regole, regole, regole!”. Intanto però, l’uscita dalla crisi lascia intravedere il rischio di cadere nella fossa della disoccupazione e della recessione o in quella dell’inflazione. O peggio ancora nella stgflazione, ovvero recessione e inflazione allo stesso tempo.

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Obama: new communication

Ottobre 24, 2009

obama wordsWashington 2008/World 2009:

Comunicare per vincere, vincere comunicando. Un assioma imprescindibile per chi vuole sfondare nel mondo della politica, e il presidente degli Stati Uniti lo conosce bene. Impostare una campagna elettorale nel 2009 non può non rendere conto dell’evoluzione dei media e della loro vicinanza, quasi una simbiosi, con le società avanzate del mondo moderno.

Un software, Wordle, ha calcolato, dopo aver registrato i discorsi pubblici dell’ex senatore di Chicago, le parole da lui più utilizzate in pubblico. L’immagine in alto riporta le più frequenti: le più grandi sono quelle più ricorrenti.

Obama comiz

“Promise”, “America”, “American”, “McCain”, “New”, “One”, “Can”, “Work”. Il conteggio rivela essere queste le sette parole maggiormente ascoltate dal popolo americano teso ad ascoltare il programma elettorale del candidato democratico.   L’onda del “Yes, we can” viene cavalcata dall’idea diffusa di spingere al cambiamento al “rinnovamento del sogno americano, della leadership politica statunitense” e “like a rolling stone” rotola sul popolo a stelle e strisce, che lo appoggia con entusiasmo: Obama è eletto il 4 novembre 2008 e i democratici conquistano 56 seggi, lasciandone 40 ai repubblicani di John McCain.

Nel genaio 2009 l’insediamento. Da questo momento ha inizio l’attività del nuovo presidente. Sul piatto dei problemi da sbrogliare in politica estera, risaltano i rapporti con il medio oriente e il mondo islamico. La sfida è aperta: qual è la misura della forza innovatrice di Obama? A Il Cairo si attende il discorso del presidente degli  Stati Uniti all’Islam.

Ricucire i rapporti con il Medio Oriente dimostrando una linea alternativa al predecessore Bush. Ma mentre le relazioni internazionali si intrecciano, l’America chiede a gran voce di instradare un piano d’uscita dalla crisi economica esplosa nei mesi passati. Obama e i big del pianeta progettano un vertice che affronti la crisi. E’ il G20 di Pittsburg: nella cittadina della Pennsylvania è rappresentato l’85% del PIL mondiale.

http://tg24.sky.it/tg24/mondo/2009/09/25/obama_striglia_liran_cela_un_nuovo_impianto_nucleare.html

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Immagini infangate

Ottobre 17, 2009

Bilancio: 28 vittime, più di 100 feriti, oltre 400 persone evacuate.

Dinaminche: A causa delle forti piogge e del dissesto della zona, si generano una serie di colate detritiche che travolgono numerose abitazioni tra i paesi di Giampilieri Superiore e Scaletta Zanclea nel messinese.

Reazioni:  _ GIORGIO NAPOLITANO: “No alle opere faraoniche, al Paese serve un piano serio per la sicurezza”

                        _  GUIDO BERTOlASO: “Dissesto idrogeologico causato dall’abusivismo”.

                        _ SILVIO BERLUSCONI: “Non lascerò nessuno solo. Case accoglienti, attrezzate con tutto ciò che serve per continuare a vivere, come in Abruzzo”.

(fonte: quinews.it. Sito d’ informazione le cui foto, immagini  e video sono provenienti da internet, pertanto ritenuti di dominio pubblico)

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Hello world!

Ottobre 10, 2009

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